Venerdì, 27 Maggio 2022
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Spacciavano droga in carcere a Brindisi, dodici indagati

L'indagine ha consentito di riscontrare almeno cinque episodi di spaccio di sostanze stupefacenti con il "lancio" dall'esterno

Spaccio di droga nel carcere di Brindisi: indagate dodici persone. Questa mattina all’alba a Brindisi, Fasano e nelle province di Bari e Caserta, i carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo di Brindisi, coadiuvati nelle fasi di localizzazione ed esecuzione dai carabinieri delle compagnie di Triggiano, Altamura, Bari San Paolo e Maddaloni, con il supporto del nucleo cinofili di Modugno (Bari), hanno eseguito l’ordinanza cautelare, applicativa della misura della custodia in carcere, degli arresti domiciliari e dell’obbligo di dimora, emessa dal gip del Tribunale di Brindisi nei confronti di dodici individui (uno sottoposto a custodia cautelare in carcere, sei agli arresti domiciliari e cinque all’obbligo di dimora) indagati per la loro attività di spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dall’aver commesso i fatti presso un istituto penitenziario. Di questi soggetti, nove erano liberi e tre già agli arresti domiciliari.

Il gip ha condiviso l’impianto accusatorio formulato nella richiesta di misura dal pubblico ministero di Brindisi. In particolare, l’attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi e condotta dal febbraio 2020 al marzo 2021 dai militari del nucleo investigativo del reparto operativo di Brindisi, con la collaborazione della polizia penitenziaria di Brindisi, trae origine dalle informazioni assunte proprio dai responsabili della polizia penitenziaria brindisina, circa l’introduzione nella struttura carceraria di telefonini, droga e altro. L’indagine si è sviluppata anche con il ricorso ad attività tecniche e ha consentito di riscontrare cinque episodi di spaccio di sostanze stupefacenti a carico di quattro detenuti e otto soggetti esterni alla struttura carceraria. Infatti, sono stati effettuati alcuni riscontri all’interno del carcere che hanno consentito di rinvenire cocaina e hashish. La sostanza stupefacente veniva introdotta nella casa circondariale attraverso “il lancio” dall’esterno o nascosta in plichi e cartoline destinati ai detenuti e opportunamente modificati per nascondervi la sostanza stupefacente. In particolare, il 26 novembre 2020, alcuni soggetti dell’esterno della casa circondariale hanno tentato di introdurre tre grammi di hashish, nascosti all’interno di una cartolina inserita in una busta destinata a un detenuto; il 2 e il 24 dicembre 2020, un 30enne di Brindisi ha lanciato all’interno del carcere, una prima volta, un flacone di shampoo con all’interno cinque grammi di hashish, e una seconda volta, un pacchetto di sigarette con all’interno due involucri contenenti otto grammi di hashish e sei grammi di cocaina; il 6 gennaio 2021, un 25enne di Brindisi ha lanciato all’interno del carcere un pacco con all’interno due microtelefoni cellulari destinati ai detenuti e trenta grammi di hashish. Il quinto episodio riguarda invece un 36enne di Fasano, il quale dopo il suo arresto per altra e diversa attività di spaccio, dal carcere ha impartito disposizioni all’esterno a due soggetti affinché provvedessero, come in effetti avvenuto, al recupero e distribuzione di alcuni panetti di hashish.

È stato inoltre accertato, infine, l’uso da parte di numerosi soggetti detenuti nella casa circondariale di Brindisi di numerosi microtelefoni (comprensivi di Sim), introdotti all’interno del carcere mediante “il lancio” dall’esterno e il successivo recupero da parte di detenuti lavoranti, che provvedevano alla consegna in favore dei detenuti interessati. A causa dei continui sequestri era stato pianificato l’immissione dei telefonini e della sostanza stupefacente mediante l’utilizzo di droni, proposito fortunatamente non andato a buon fine. Ad ulteriore riscontro dell’attività svolta, nel corso delle perquisizioni domiciliari effettuate stamani, è stata rinvenuta nell’abitazione di un indagato di Noicattaro, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari, un ingente quantitativo di hashish (tre chili suddivisi in trenta panetti), e quindi l'uomo è stato anche arrestato in flagranza di tale reato e condotto in carcere.

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