Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Covid, l'Asl di Bari rafforza le unità speciali per assistere i pazienti a casa

Nella seconda e terza fase della pandemia hanno giocato un ruolo importante per aiutare i pazienti Covid che non potevano uscire da casa ma avevano bisogno di assistenza. Per questo la Asl di Bari ha deciso di rafforzarne l'organico e ha assunto 59 medici destinati alle Usca, le unità speciali di continuità assistenziale L’organico dei medici Usca è così stato potenziato e sono complessivamente 200 le unità in campo per garantire cure a domicilio attive nelle sedi distrettuali di tutta la provincia.

“Abbiamo utilizzato una graduatoria esistente per assumere nuovi medici – spiega il direttore generale della Als di Bari, Antonio Sanguedolce - e dare maggiore sostegno alle Usca che in questo momento pandemico sono una risorsa indispensabile per gestire le persone positive a casa che non necessitano di cure ospedaliere. Stiamo continuando ad investire su un modello di assistenza territoriale – prosegue Sanguedolce – che continuerà nel tempo e sarà decisivo anche in futuro per prendere in carico i pazienti affetti dal Covid”.
Ad attivare gli interventi della Usca sono i medici di Medicina generale che seguono così in modo adeguato i propri assistiti. Mentre la Asl si occupa del coordinamento organizzativo delle attività Usca, in carico al Dipartimento delle cure e dell’assistenza territoriali, diretto da Enzo Gigantelli.

Con una media di interventi a domicilio che vanno dai 50 agli 80 accessi per ciascuna equipe a settimana, i medici delle unità speciali di continuità assistenziale della Asl sono operativi tutti i giorni della settimana da lunedì a domenica, dalle 8 alle 20, e hanno a disposizione una dotazione tecnologica e strumentale che permette di individuare i segni precoci di una polmonite interstiziale e orientare il percorso di cura e segnalare l’eventuale necessità di ricovero o al contrario la possibilità per i pazienti di essere assistiti nel proprio domicilio.
La dotazione strumentale comprende ecografi portatili e anche saturimetri palmari ed emogasometri per la gestione dei casi più complessi, compreso un kit per eseguire tamponi molecolari a domicilio per i pazienti sintomatici.
Le Usca sono coordinate da Felice Spaccavento, delegato dalla Direzione Generale per il supporto clinico e la formazione. “Continueremo ad assistere i pazienti Covid a casa per curarli al meglio ed evitare la pressione sulle strutture ospedaliere - spiega Spaccavento - l’impegno è quello di cercare di affollare sempre meno gli ospedali e intensificare le terapie domiciliari per evitare ospedalizzazioni superflue lasciando posti liberi per i pazienti più gravi e per la normale attività sanitaria”.

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