Giovedì, 26 Maggio 2022
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Trani, don Enzo De Ceglie è già di nuovo fra la sua comunità dopo l'aggressione

Don Enzo De Ceglie è stato già dimesso e altrettanto rapidamente ha perdonato il suo aggressore. Il parroco degli Angeli Custodi stamani è di nuovo fra la sua comunità, attorniato da tanto calore e affetto.
Mascherina e cappello di lana coprono bene i segni dell'aggressione e la sua voce pacata quasi inganna, facendo ritenere che non sia successo nulla.

In realtà - dice don Enzo - con quel pugno forse quelle ci hanno chiesto aiuto, ma il problema è che tante volte abbiamo provato a darglielo, ma con loro davvero non riusciamo a comunicare».

Il sacerdote ricostruisce ciò che è avvenuto ieri sera: «Stavamo facendo una frittellata di solidarietà in onore di Santa Lucia e avevamo ormai quasi terminato. Ci sono state delle intemperanze e poi, all'ingresso della casa canonica, mi sono trovato faccia a faccia con questo gruppo di ragazzi: uno di loro mi ha colpito, ma non lo denuncerò perché auspico sempre quel dialogo che finora non c'è stato».

Di certo, in un quartiere che ha visto chiudersi due scuole negli ultimi anni, «è evidente che c'è stato un arretramento educativo molto preoccupante - ammette il parroco -, e purtroppo quello che è accaduto ieri non è un fenomeno isolato perché le azioni di disturbo avvengono molto spesso, persino durante la celebrazione delle sante messe».
«Episodio di una gravità inaudita», ha commentato il sindaco Amedeo Bottaro, aprendo una lunga serie di messaggi di solidarietà ed impegni a costruire un nuovo percorso di inclusione e pace sociale in quel quartiere.

La solidarietà dell'arcivescovo Leonardo D'Ascenzo

A proposito dell’aggressione di ieri sera perpetrata nei confronti di don Enzo de Ceglie, a causa della quale è stato condotto al pronto soccorso di Barletta per accertamenti, l’Arcivescovo mons. Leonardo D’Ascenzo ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Mi sono sentito con don Enzo per esprimergli la vicinanza e la solidarietà dell’intero presbiterio e della comunità ecclesiale diocesana. Apprendo che sta a casa e sta bene. E di questo ringrazio Dio!  Quanto accaduto rappresenta un episodio veramente increscioso, di cui nel nostro territorio si registrano diverse espressioni! Quello che maggiormente preoccupa è che gli attori di essi sono anche minorenni che ricorrono al disprezzo di coetanei con atti di bullismo e reagiscono nei confronti degli adulti con imprevedibile violenza fisica. Ancora una volta trovo conferma dell’impegno di tutti nel compito della formazione, senza mai scoraggiarci e fermarci.  Non dimenticando che, il mondo degli adolescenti e dei giovani è costellato da tanti esempi di solidarietà, altruismo e cultura della legalità».

© Riproduzione riservata

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