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LE STORTURE

Corte Federale d’Appello: ecco le motivazioni sul ricorso respinto a Bari e Napoli

La Figc chiude la porta sulla multiproprietà a Bari e Napoli. La Corte federale d'Appello ha depositato le motivazioni inerenti la respinta del ricorso presentato lo scorso 15 giugno da Aurelio e Luigi De Laurentiis (in qualità di presidenti di Napoli e Bari) avverso la pronuncia della Figc del 30 settembre 2021 che impone al 30 giugno 2024 lo stop perentorio alle multiproprietà nel calcio italiano. L'esposto presentato dai legali incaricati dalla Filmauro ha ripreso e approfondito i punti già presentati in primo grado. Si sottolinea la violazione del principio dell'affidamento incolpevole (poiché al momento dell'acquisizione del Bari, il solo limite sulla multiproprietà era identificato nel divieto di partecipare alla medesima competizione, così come è sottolineata la discrepanza tra l'orientamento del maggio 2021 con cui la Figc vietava le multiproprietà future salvando, però, quelle preesistenti che, invece, di fatto vengono cancellate con la pronuncia di quattro mesi dopo sebbene con un limite temporale posto a quattro anni. Il ricorso rammenta anche i canoni della libera concorrenza, definendo una “ghigliottina” un termine imposto che, inevitabilmente, pone in posizione di enorme svantaggio il proprietario rispetto ad ogni eventuale acquirente. Così come il Bari, in particolare, sarebbe punito in maniera spropositata, con la condanna a perdere l’affiliazione federale, essendo il club iscritto per secondo.

La Corte Federale ha motivato il suo orientamento riferendosi alle possibili storture del sistema delle multiproprietà, rilevando eventuali corsie preferenziali sul calciomercato oppure ricordando che il dovere di perseguire sempre il massimo risultato possibile, senza confini di sorta. E alle recriminazioni su una disciplina che in corsa ha cambiato ratio e disposizioni, risponde che in realtà si tratta di un campo mai veramente normato in modo organico e proprio per questo bisognoso di un orientamento univoco. Così come il termine a giugno 2024 viene puntualmente ritenuto “non breve” e in ogni caso congruo a modulare gli investimenti. La famiglia De Laurentiis pone pure in risalto che la volontà sul Bari non è certo limitarne il percorso, piuttosto avere modo di rinforzare il club in ognuno dei suoi asset per condurlo in serie A e aumentarne il valore, anche nell’ottica di una possibile cessione. Ma anche a queta obiezione la Corte replica che, sebbene tale strategia sia possibile, è maggiormente probabile l’ipotesi che preveda un cammino meno impetuoso, onde evitarne l’alienazione.

Ad ogni modo, è già partito l’assalto al prossimo grado, ovvero il Collegio di Garanzia del Coni che rappresenterà l’ultimo step della giustizia sportiva. Napoli e Bari potranno depositare il ricorso entro i trenta giorni successivi al 22 giugno (giorno in cui sono state consegnate le motivazioni della Corte federale d’Appello): attorno al 22 luglio, quindi, la vicenda approderà al Coni che, però, dovrà poi disporre l’udienza. Non è semplice che il dibattimento avvenga in tempi brevissimi: non è da escludere che si arrivi attorno ai primi di settembre.

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