Lunedì, 27 Giugno 2022
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UN DRAMMA GIOCOSO

La Cenerentola di Rossini al Petruzzelli di Bari per la regia di Emma Dante

Venerdì 24 giugno alle 20.30, nell’ambito della Stagione d’Opera e Balletto 2022, è in programma La Cenerentola di Gioachino Rossini, allestimento scenico della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, per la regia di Emma Dante e la direzione di Francesco Quattrocchi. Maestro del Coro Fabrizio Cassi. Le scene sono di Carmine Maringola, i costumi di Vanessa Sannino, il disegno luci di Cristian Zucaro, i movimenti coreografici di Manuela Lo Sicco.

A dar vita all’opera: Pavel Kolgatin (Don Ramiro 24, 26, 28, 30 giugno), Juan de Dios Mateos (Don Ramiro 25, 29 giugno), Christian Senn (Dandini 24, 26, 28, 30 giugno), Andrea Vincenzo Bonsignore (Dandini 25, 29 giugno), Pablo Ruiz (Don Magnifico 24, 26, 28, 30 giugno), Giuseppe Esposito (Don Magnifico 25, 29 giugno), Michela Guarrera (Clorinda), Antonella Colaianni (Tisbe), Chiara Amarù (Angelina 24, 26, 28, 30 giugno), Lamia Beuque (Angelina 25, 29 giugno), Mirco Palazzi (Alidoro 24, 26, 28, 30 giugno), Davide Giangregorio (Alidoro 25, 29 giugno).

Il dramma giocoso di Gioachino Rossini, su libretto di Jacopo Ferretti fu rappresentato per la prima volta il 25 gennaio 1917 al Teatro Valle di Roma.

La trama: Don Magnifico, decaduto barone di Montefiascone, ha due figlie Clorinda e Tisbe, viziate e vanitose che passano i giorni ad agghindarsi e oziare. La loro sorellastra Angelina - soprannominata Cenerentola - pur di nobili origini, è invece costretta ai lavori più umili. Mentre prepara la colazione infatti, intona una canzone che narra di un Re partito alla ricerca di una sposa e trovate tre pretendenti, sceglie la più innocente e buona. Bussano alla porta: è il filosofo Alidoro, precettore del principe di Salerno Don Ramiro, che travestito da mendicante chiede l’elemosina. La buona Cenerentola lo ristora con pane e caffè, provocando l’ira delle sorellastre. Alcuni cavalieri annunciano l’imminente arrivo del Principe, il quale per testamento paterno deve prendere subito moglie. Ramiro infatti vuole dare un ballo per scegliere la sua futura sposa tra le fanciulle del regno. Clorinda e Tisbe già sognando una vita a corte, intimano a Cenerentola di non rivelare mai la loro parentela, mentre Don Magnifico esorta le figlie a conquistare il Principe con ogni mezzo, per risollevare la disastrata economia familiare. Su consiglio del suo saggio precettore Alidoro, Don Ramiro si traveste da scudiero per osservare meglio le ragazze. Il Principe si innamora subito della semplicità e della grazia di Cenerentola, ed anche lei è affascinata dal giovane scudiero. Preceduto da un corteo di cavalieri, giunge invece il finto Principe nei cui panni si nasconde Dandini, fidato cameriere di Don Ramiro.

Don Magnifico lo accoglie con grandi ossequi assieme alle figlie, e quando queste salgono in carrozza dirette alla festa, Cenerentola chiede al Barone il permesso di unirsi a loro. Ramiro e Dandini tentano di intercedere per la fanciulla, ma il Barone rifiuta seccamente: Angelina è solo una sguattera. Giunge Alidoro, che dismesso il suo travestimento, porta un registro da cui risulta che in quel castello vivono tre sorelle. Imbarazzato il Barone farfuglia di una terza sorella morta e zittendo le proteste di Angelina, si allontana col finto Principe. Alidoro, rimasto da solo con Cenerentola, la consola e la tranquillizza dicendole che sarà lui ad accompagnarla alla festa del Principe.

Dandini, ancora nei panni del Principe, solletica l’ego del Barone promettendogli il ruolo di suo cantiniere. Seguendo poi le istruzioni di Don Ramiro, intrattiene Clorinda e Tisbe per saggiarne il carattere: ciascuna vuole conquistarlo mettendo l’altra in cattiva luce, denunciando così la propria vanità ed arroganza. In fretta racconta poi tutto al suo padrone. Mentre gli invitati stanno per mettersi a tavola, Alidoro arriva a palazzo in compagnia di un’elegantissima dama velata. Quando questa scopre il volto, tutti ammirano estasiati la sua bellezza; Don Magnifico e le figlie, pur colpiti dalla somiglianza con Cenerentola, non sospettano si tratti proprio di lei.
Don Magnifico è preoccupato che la bella sconosciuta vanifichi il suo progetto di far sposare Don Ramiro con una delle sue figlie. Per far vivere le giovani nell’ozio e nel lusso, il Barone ha infatti sperperato tutta l’eredità di Cenerentola, mandando in rovina le finanze familiari. Intanto Dandini fingendosi ancora il Principe, corteggia la dama misteriosa che lo respinge poiché già innamorata del suo scudiero. Ramiro ha ascoltato non visto, e dunque si fa avanti proponendosi come sposo, ma la dama per mettere alla prova i suoi sentimenti, gli dona un braccialetto identico a quello che porta, così che possa ritrovarla e scoprire la sua vera identità. Ramiro, tornato nei suoi panni, ordina di congedare gli invitati e di preparare la sua carrozza. Alidoro ha osservato tutto di nascosto e dunque pensa ad uno stratagemma per ricongiungere i due innamorati: quando la carrozza del Principe sarà vicino al castello del Barone, si fermerà per un piccolo incidente. Intanto Dandini mette alla porta lo sconcertato Don Magnifico dopo avergli rivelato la sua vera identità.

Cenerentola rientrata dalla festa, è di nuovo accanto al camino, vestita dei soliti stracci. Tutta presa a sognare del suo amore, viene però riportata bruscamente alla realtà dall’arrivo di Clorinda e Tisbe, che tornate a casa insieme al padre, sfogano tutta la loro irritazione su di lei.
Infuria improvviso un temporale e la carrozza di Don Ramiro si ribalta proprio davanti al castello del Barone. Dandini bussa alla porta e presentato il vero Principe, chiede ospitalità e riparo. Sentendo rinascere le speranze di ingraziargli una delle figlie, Magnifico accoglie con tutti gli onori Don Ramiro, ma tratta Cenerentola ancora una volta come una serva. Il Principe però riconosce il braccialetto al polso della ragazza e tra lo stupore generale, le chiede di diventare sua sposa e di seguirlo a palazzo. Furibondi, il Barone e le sue figlie rifiutano perfino di salutare la fanciulla, ma su insistenza di Alidoro che li invita a rassegnarsi, cambiano atteggiamento. Così mentre si celebrano le nozze tra Don Ramiro e Angelina, Don Magnifico, Tisbe e Clorinda si prostrano infine ai piedi della sposa, che grazie alla sua innata bontà, perdona e abbraccia la sua famiglia.

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