Domenica, 25 Settembre 2022
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Omicidio a Orta Nova, ucciso un 20enne figlio di un boss: si costituisce un 26enne

Prima un litigio per una ragazza, poi qualche ora più tardi gli spari e il suono delle sirene. Ecco i contorni della notte di sangue ad Orta Nova (Foggia), dove un ragazzo di appena vent'anni, Andrea Gaeta, è stato ucciso con alcuni colpi di pistola che lo hanno raggiunto ad un fianco e al torace. Il suo cadavere è stato trovato riverso, lato guida, nell’abitacolo di una Bmw: la stessa auto sulla quale si era fotografato qualche ora prima di essere ucciso, postando lo scatto sui suoi profili social. Subito dopo l'omicidio i sospetti si sono concentrati su un 26enne, Mirko Tammaro, con precedenti penali per furto, che si è costituito ed è stato a lungo interrogato nella caserma dei carabinieri. E' accusato di omicidio volontario nonché di detenzione e porto illegale di arma comune da sparo. La pistola, gettata nelle campagne subito dopo l’omicidio, è stata ritrovata e sequestrata dai Carabinieri.

Andrea Gaeta ad Orta Nova era molto conosciuto sia per la sua attività professionale, gestiva un’azienda di autotrasporti, sia perché il padre Francesco detto "spacca palline" è ritenuto dagli inquirenti al vertice dell’omonimo clan Gaeta vicino alla batteria criminale foggiana dei Moretti. Da una prima ricostruzione dell’accaduto sembra che i due, venerdì sera, abbiano avuto un litigio perchè uno dei due avrebbe forse insultato e guardato in maniera piuttosto insistente la fidanzata dell’altro. Tutto sembrava essere finito lì ma dopo qualche ora l’assassino ha raggiunto la vittima alla periferia di Orta Nova bersagliandola con ameno cinque di colpi di pistola. Pare inoltre che la vittima non fosse sola al momento dell’agguato ma in compagnia di amici. Un dettaglio tuttora al vaglio degli investigatori che per tutta la notte hanno ascoltato parenti e conoscenti di Andrea.

Un episodio analogo, ovvero un omicidio tra adolescenti per il contendersi di una ragazzina, era già accaduto a luglio scorso a San Severo dove un 17enne, Francesco Pio D’Augelli, venne ucciso con una coltellata al fianco inferta da un 15enne che aveva scambiato qualche messaggio con la sua fidanzata. Con questo omicidio, sale a dieci il numero delle vittime uccise in Capitanata dall’inizio dell’anno ad oggi. Di fronte a questi numeri preoccupanti il coordinamento provinciale di Libera parla di «una terra martoriata da tanta violenza e dalla presenza delle mafie e della criminalità ha bisogno di attenzione e cura». Poi lancia un messaggio alla «politica e istituzioni» che «devono ascoltare il grido che proviene da questa terra». Raccoglie l’appello di Libera l’assessora regionale al Welfare Rosa Barone. «Chiediamo alla ministra Lamorgese impegni precisi per dare un segnale concreto della presenza dello Stato», dice. Anche il vicepresidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese è convinto che nell’agenda del prossimo governo «il riordino e il potenziamento degli uffici giudiziari e degli organici di forze dell’ordine in Capitanata» dovranno essere intesi «come priorità nazionale».

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