Venerdì, 12 Agosto 2022
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TROPICALIZZAZIONE

Dopo l'afa la grandine, danni all'agricoltura nel Barese

Puglia, Cronaca
Grandine a Crucoli

Prima il caldo afoso per settimane poi i temporali improvvisi, il vento forte  e la grandine. Nelle ultime ore la provincia di Bari è stata colpita, seppur a macchia di leopardo, da eventi atmosferici estremi che hanno creato non pochi disagi e danni soprattutto all'agricoltura. A sottolineare la situazione è Coldiretti Puglia, in relazione all’ondata di maltempo che ha colpito in maniera violenta parte della provincia di Bari, mentre nelle altre province ci sono solo stati acquazzoni molto attesi dagli agricoltori, dopo la grandinata  di mercoledì in provincia di Foggia.
Le zone maggiormente colpite sono state Turi, Conversano, Acquaviva, Cassano, Santeramo e Palo, con problemi alle produzioni di uva da tavola e oliveti.

La caduta della grandine nelle campagne – sottolinea la Coldiretti Puglia – è la più dannosa in questa fase stagionale per le perdite irreversibili che provoca alle coltivazioni nei campi proprio alla vigilia della raccolta, mandando in fumo un intero anno di lavoro. Un evento climatico avverso che – precisa la Coldiretti Puglia – si ripete sempre con maggiore frequenza ma a cambiare è anche la dimensione dei chicchi che risulta essere aumentata considerevolmente negli ultimi anni con la caduta di veri e propri blocchi di ghiaccio anche più grandi di una palla da tennis.

Le precipitazioni violente provocano danni perché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua su un territorio – sottolinea Coldiretti Puglia – reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con 230 i comuni, ovvero l’89% del totale, a rischio idrogeologico secondo dati Ispra.
I fenomeni estremi, oltre ad azzerare le produzioni, danneggiano piante e alberi, con una frequenza e una violenza che gli agricoltori non possono in alcun modo gestire e sopportare in solitudine.

Il rischio idrogeologico riguarda contesti prevalentemente agricoli o naturali per il 67% perché in Puglia la terra frana e si consuma anche a causa dell’abbandono delle aree rurali per fattori diversi a cui si aggiungono fenomeni meteorologici sempre più intensi, concentrati in poche ore e su aree circoscritte, con alluvioni e danni anche in aree non eccessivamente antropizzate.

Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo.

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