Sabato, 01 Ottobre 2022
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LA NOTA

Personale Ata, in Puglia la scuola rischia di iniziare con il 35% dei posti disponibili

La ripresa della scuola in Puglia, a settembre, si preannuncia difficile per una serie di ragioni. I problemi riguardano non solo i docenti e i presidi ma soprattutto il personale Ata. A denunciarlo la Uil Scuola. “Dalle nostre parti si chiama il gioco delle tre carte - attacca il segretario regionale Gianni Verga -. Infatti, del tutto inaspettatamente, mentre per il personale docente si autorizzano in ruolo tutti i posti disponibili, pur sapendo che saranno coperti poco più della metà per assenza di aspiranti e per ritardo nei concorsi, per il personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario), evidentemente figli di un Dio minore, si autorizzano soltanto poco più del 30% dei posti disponibili.
Ci si sforza sempre e soltanto a esclusivo beneficio delle casse statali, mettendo la scuola in ginocchio, senza personale stabile. Evidentemente, ciò che interessa alla politica per il mese di settembre, non è la ripartenza della scuola in sicurezza, dal momento che non si parla più neanche di organico aggiuntivo c.d. Covid, ma di schieramenti per le elezioni e di risorse del Pnrr che, così come distribuite, non servono alle scuole".

I posti complessivamente autorizzati per tutti i profili professionali del personale Ata ammontano a 577, a fronte di 1.652 posti vacanti. Si assicura, di fatto, la copertura del 34,93% dei posti disponibili.
Il segretario generale della Uil Scuola Puglia, Gianni Verga, commenta così la pubblicazione del contingente per le immissioni in ruolo del personale Ata, reso noto nelle ultime ore: "I numeri, suddivisi per profilo, prevedono un contingente di immissioni in ruolo di 35 direttori amministrativi su 130 disponibilità, 143 assistenti amministrativi su 393, 55 assistenti tecnici su 273, 343 collaboratori scolastici su 832. Attendiamo ora la prescritta convocazione da parte dell'USR Puglia per conoscere i dati provinciali che, con questi presupposti, non lasciano ben sperare. Si continua a giocare - conclude Verga - sulla pelle delle persone, senza alcuna visione politica di vera stabilizzazione e si continua a puntare sul precariato nonostante i numerosi aspiranti in graduatoria che attendono l'agognato ruolo da anni".

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