Venerdì, 19 Agosto 2022
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NEL FOGGIANO

Racket a Stornara, testa di maiale mozzata, spari e auto incendiata a imprenditore: 5 arresti

Gravi atti intimidatori da parte degli esponenti del clan locale dei Masciavè

Rispondono di due episodi estorsivi, uno tentato e uno consumato, e un assalto a uno sportello automatico di una banca i cinque soggetti arrestati all’alba di oggi, dagli agenti della squadra mobile di Foggia. L’arresto è avvenuto a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare.
La vicenda ha avuto origine a Stornara a seguito di una serie di gravi atti intimidatori perpetrati ai danni di un imprenditore locale a cui è stata richiesta una somma di denaro, a titolo estorsivo, accompagnata dall’invito a prendere contatti con “gli amici” di Stornara. Nel corso della telefonata, con cui è stata perpetrata la richiesta estorsiva, sono stati esplosi dei colpi d’arma da fuoco, percepiti dalla vittima, così accrescendo la valenza intimidatoria della minaccia espressa. Per vincere le resistenze dell’imprenditore e costringerlo a pagare, gli indagati avrebbero posto in essere ulteriori e più gravi atti intimidatori. Prima, all’interno dell’autovettura utilizzata dalla vittima, è stata fatta trovare una testa di maiale mozzata, poi la stessa auto è stata data alle fiamme e, infine, nella buca delle lettere della famiglia della vittima è stata depositata una busta contenente tre proiettili.

Le indagini, condotte dalla squadra mobile di Foggia, hanno fin da subito orientato i sospetti verso un noto clan locale, i Masciavè, già in passato oggetto di condanne per reati quali estorsione e usura, aggravati dal metodo mafioso. Il monitoraggio di alcuni appartenenti al clan, nonché di alcuni soggetti vicini, ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza (da sottoporre a successiva verifica nel contraddittorio delle parti) anche per una estorsione, questa volta consumata, ai danni di un agente di commercio. Lo stesso, secondo la ricostruzione accusatoria, dopo aver installato delle slot machine in un bar di Stornara, è stato avvicinato da un emissario del clan che lo avrebbe costretto a versare una somma di denaro per poter mantenere gli apparecchi da gioco.

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