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Ex Ilva, Peacelink: in peggioramento benzo(a)pirene a Taranto. Acciaierie D’Italia smentisce

"Abbiamo appena ricevuto da Arpa Puglia i valori del benzo(a)pirene a Taranto, valori in peggioramento per il benzo(a)pirene, nel quartiere Tamburi di Taranto". Lo dice il presidente dell'associazione di volontariato Peacelink, attiva sul fronte della tutela della salute e dell'ambiente, con sede a Taranto, Alessandro Marescotti, spiegando di aver chiesto i dati in vista della manifestazione di domenica 22 maggionella città ionica, in piazza Garibaldi alle ore 17, "per verificare se le dichiarazioni ottimistiche di Acciaierie d'Italia e di Confindustria Taranto fossero corroborate da dati in miglioramento per gli inquinanti cancerogeni".

"A dicembre del 2021 il benzo(a)pirene ha toccato 1,56 ng/m3 (nanogrammi a metro cubo) nella scuola Deledda del quartiere Tamburi di Taranto. In via Machiavelli la concentrazione ha toccato 1,68 ng/m3. Nel mese di gennaio 2022 i valori sono stati 1,74 ng/m3 alla Deledda e 1,06 in via Machiavelli. Sono valori doppi o tripli rispetto alle centraline poste più distanti dall'Ilva, ossia quelle di Talsano e di via Alto Adige", spiega."In passato le concentrazioni del benzo(a)pirene nel quartiere Tamburi (centralina Arpa di via Machiavelli) erano molto più basse. Ad esempio nel 2019 in via Machiavelli (quartiere Tamburi Taranto) le concentrazioni di gennaio erano 0,38 ng/m3 e quelle di dicembre 0,36 ng/m3. Come si vede, oggi siamo di fronte a valori circa tre volte superiori", prosegue Marescotti.

"Nel 2018 le concentrazioni di benzo(a)pirene erano 0,25 ng/m3 a gennaio e 0,14 ng/m3 a dicembre. Oggi siamo a valori circa cinque volte superiori", sottolinea."Che è successo? Perché oggi la situazione peggiora nonostante le prescrizioni ambientali sugli impianti Ilva vengano dichiarate attuate al 90%?", chiede. "Ricordiamo che i valori del benzo(a)pirene si erano allineati in passato nelle varie centraline, indicando una certa uniformità delle concentrazioni nei vari quartieri, frutto di una maggiore attenzione alle criticità della cokeria e all'acquisto di ingenti quantità di carbon coke. Adesso, nonostante le tanto decantate prescrizioni del piano ambientale per gli impianti dell'area a caldo dell'Ilva, il panorama sembra diventare più critico e questo non depone a favore di una valutazione positiva del trend ambientale di Taranto. Qualcosa ci sfugge o non quadra. Perché Taranto sta facendo marcia indietro? Le preoccupazioni che ci spingono a manifestare diventano sempre più fondate", conclude Marescotti.

La precisazione di Acciaierie D’Italia

In riferimento al comunicato odierno dell’associazione Peacelink, Acciaierie D’Italia precisa che dai dati a oggi in suo possesso, messi a disposizione da Arpa Puglia, non si evidenziano andamenti anomali per il parametro benzo(a)pirene presso le centraline della rete di qualità dell’aria della città di Taranto, rispetto al limite vigente che come noto è su base annuale.

La Società conferma che le quattro batterie oggi in marcia sono totalmente adeguate alle prescrizioni del Piano Ambientale vigente e che l’esercizio delle stesse sta avvenendo nel pieno rispetto dei limiti emissivi di legge.

Con i dati sinora resi disponibili ad Acciaierie d’Italia da ARPA Puglia, è possibile verificare che le concentrazioni medie annue sono inferiori al valore obiettivo fissato dalla norma, pari a 1 ng/m3. In dettaglio, la concentrazione media annua 2021 risulta pari a 0,21 ng/m3 per la postazione di via Machiavelli (che ARPA assume come riferimento dell’intera area industriale di Taranto e quindi non solo del contributo del siderurgico, ma anche di altri impianti industriali) e pari a 0,32 ng/m3 per la postazione Deledda.

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