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INTERROGATORIO

Rapporti con la camorra, l'ex vicepresidente del Consiglio di Bari respinge le accuse

Pasquale Finocchio, ai domiciliari dal 20 aprile, ha negato ogni coinvolgimento con la criminalità
bari, camorra, Puglia, Cronaca
Pasquale Finocchio

Nessun rapporto con la camorra. Pasquale Finocchio, ex vicepresidente del Consiglio comunale di Bari, respinge le pesanti accuse. L'esponente politico di centrodestra ha risposto per circa un'ora e mezza a tutte le domande di gip e Procura, ma ha negato il coinvolgimento con la criminalità.

Finocchio, 66 anni, è agli arresti domiciliari dal 20 aprile nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Napoli contro il clan camorristico Moccia. Assistito dall'avvocato Roberto Eustachio Sisto, si è sottoposto oggi da remoto a interrogatorio di garanzia dinanzi alla gip del Tribunale di Napoli, Maria Luisa Miranda.

E' accusato di traffico di influenze illecite con aggravante mafiosa per aver agevolato, secondo gli inquirenti, l'espansione in Puglia del braccio economico del clan Moccia. In particolare avrebbe favorito  l'azienda per il recupero di olio esausto "Soloil Italia". Nell'interrogatorio Finocchio ha spiegato di non aver mai saputo e di non essere mai stato in condizioni di capire che l'imprenditore che gli aveva chiesto aiuto, Francesco Di Sarno (finito in carcere nell'ambito della stessa inchiesta), ritenuto affiliato al clan e uomo di fiducia di Antonio Moccia, avesse rapporti, in Campania, con la camorra. La difesa di Finocchio valuterà nei prossimi giorni se fare istanza di revoca degli arresti domiciliari o se fare ricorso al Riesame.

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