Venerdì, 27 Maggio 2022
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L'INTERVENTO

Caos positivi a scuola, dopo i presidi anche i sindacati attaccano la Regione Puglia

“Alle difficoltà burocratiche del Ministero si aggiungono ora quelle della Regione Puglia. Dovremo chiedere ai Dirigenti Scolastici di consegnare le chiavi delle scuole ai Prefetti”. Dopo l'Associazione Nazionale Presidi anche i sindacati della scuola vanno all'attacco della Regione Puglia per la gestione della fase pandemica. "A una settimana dalla ripresa delle attività didattiche nessuna delle emergenze e dei disagi che avevamo preannunciato già dallo sciopero del 10 dicembre ha trovato risposta - scrivono in un comunicato unitario i segretari regionali di Flc Cgil, Uil Scuola, Rua Puglia Sanals-Confsal Puglia, Fgu Gilda e Unams - numero di alunni per classe, distanziamento, proroga dell’organico COVID, sistemi di areazione, presìdi sanitari  scolastici, screening e monitoraggio sistematico gratuito, trasporti scolastici dedicati, ruolo attivo delle ASL a garanzia della didattica in presenza e distribuzione gratuita di mascherine FFP2. Ma la situazione si è ulteriormente aggravata, questa volta per un discutibilissimo intervento del  Dipartimento regionale alla salute che impone ai dirigenti scolastici la continua compilazione di dichiarazioni sottoscritte per tutta la crescente mole di casi di tracciamento quotidiani. Questi - riassumono i sindacati - i fatti. Il sette gennaio il D.L. n. 1/22 ribadisce la didattica in presenza e individua una serie di protocolli diversificati tra gradi di scuola. L’8 gennaio viene emanata una nota congiunta dei due  ministeri all’istruzione e alla salute che introduce modalità di gestione dei casi di positività in ambito scolastico così cervellotiche da sconfinare nella patologia mentale. Da quel momento si è scatenato un pandemonio burocratico e si è pensato, come solitamente avviene, di scaricare sulle scuole e sulla diretta responsabilità dei dirigenti scolastici, cui va la nostra solidarietà politica e sindacale, l’immane incombenza di garantire una didattica in presenza trasformata da sacrosanto valore pedagogico in strumento di consenso politico da perseguire a prescindere dalle condizioni di reale fattibilità in cui si sono volutamente lasciate le scuole per responsabilità diretta del governo, del ministro all’istruzione e della Regione. Citiamo solo un caso tra i tanti: l’organico COVID non sarebbe stato prorogato senza l’indizione dello sciopero del 10 dicembre, misura necessaria che non avrebbe dovuto essere messa neanche minimamente in discussione. Oggi allo stress amministrativo causato dal governo si aggiungono provvedimenti regionali che stanno sprofondando le scuole pugliesi in una situazione di ansia che sconfina ormai nel vero e proprio mobbing per molestie burocratiche per cui alle scuole, trasformate in succursali delle ASL ventiquattrore su ventiquattro, vengono demandati compiti che, in realtà, competono solo ed esclusivamente al personale sanitario. Per questi motivi si chiede l’immediato ritiro della nota n. 5 del 18 gennaio 2022 inviata dal Dipartimento della Salute nonché la convocazione di un tavolo per definire una volta per tutte le rispettive competenze. Le scriventi organizzazioni preannunciano che, laddove la presente non verrà presa in debita considerazione, chiameranno allo stato di agitazione tutto il mondo della scuola pugliese insieme alle famiglie e agli studenti e chiederanno ai Dirigenti Scolastici di consegnare le chiavi delle scuole ai Prefetti perfermare una deriva che, a parole, impone la didattica in presenza ma, di fatto, induce all’adozione di un insegnamento spurio e manda tutti allo sbaraglio".
I sindacati si riferiscono all'obbligo, per i presidi, di prescrivere i tamponi necessari per assicurare la presenza in classe degli alunni con una circolare da recapitare alle famiglie.

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