Mercoledì, 05 Ottobre 2022
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CARABINIERI

Furbetti del reddito di cittadinanza, 88 denunce in Puglia: l'80% ha precedenti penali

Diversi e variegati i "trucchetti" che i soggetti hanno utilizzato per ottenere sussidio: alcuni stranieri risiedevano fittiziamente in 20 nella stessa abitazione, i componenti di un nucleo familiare dichiaravno diverse residenze per "moltiplicare" il contributo

Sono 88 le persone denunciate dai carabinieri tra Trani, Canosa di Puglia e Trinitapoli per indebita percezione del reddito di cittadinanza, per un ammontare complessivo di 564mila euro.

Gli accertamenti hanno riguardato complessivamente 614 famiglie, per un totale di 1581 persone, consentendo di deferirne all’autorità giudiziaria 88, responsabili - a vario titolo - di aver reso o utilizzato dichiarazioni e documenti falsi, oppure di aver omesso la comunicazione delle informazioni dovute. Contestati anche i reati di falsità ideologica commessa dal privato e di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Tra i casi più frequenti riscontrati, la dichiarazione fittizia di diverse residenze da parte di componenti del medesimo nucleo familiare, in modo da aumentare i benefici spettanti a ciascuno; la falsa attestazione circa lo stato di disoccupazione o di attività casalinghe, mentre si trattava di persone con lavoro da dipendente o a partiva Iva; le omesse comunicazioni all’Inps circa la variazione del nucleo familiare oppure l’applicazione di misure cautelari e altre situazioni che avrebbero portato a rideterminare l’ammontare del rdc.

Tra i casi accertati, vi è quello del pregiudicato di Trani che faceva parte di un’organizzazione criminale ad Andria e si era trasferito, ma percepiva un sussidio di 500 euro al mese, dichiarando una composizione del proprio nucleo familiare diversa da quella registrata all’anagrafe. A Canosa di Puglia e Trinitapoli, sono stati individuati stranieri sia comunitari sia extra Ue, che hanno dichiarato di essere residenti in Italia da 10 anni e da due nel Comune interessato, ma in realtà erano presenti nel nostro Paese da periodi molto più brevi, oppure erano stati già cancellati all’anagrafe poichè irreperibili da anni, ma erano ricomparsi e si erano iscritti di nuovo solo per presentare la domanda per il reddito di cittadinanza. Altri ancora, specie di nazionalità rumena, una volta ottenuto il reddito sono stati cancellati dall’anagrafe comunale poichè si erano irreperibili o erano rientrati in patria, per tornare in Italia circa una volta al mese esclusivamente per poter spendere e monetizzare quanto indebitamente percepito.

Vi sono stati anche casi di persone, soprattutto di nazionalità nigeriana, che hanno dichiarato di far parte di nuclei familiari composti da 15-20 persone residenti nella stessa abitazione, ma in realtà per l’anagrafe irreperibili o inesistenti. Inoltre, nelle abitazioni piuttosto piccole (come monolocali e o locali a pian terreno di fatto abbandonati) risultava risiedere al massimo una persona sola o nessuno. L’80% delle persone denunciate, infine, risulta avere - spiegano dal comando provinciale dei carabinieri della Bat - precedenti penali o di polizia per reati in materia di stupefacenti, contro la persona e il patrimonio.

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